Family Bridges non utilizza né diagnostica la sindrome da alienazione parentale (PAS). Il programma affronta il rifiuto genitoriale ingiustificato come fenomeno relazionale e comportamentale studiato nella letteratura scientifica internazionale.
No.
Family Bridges non utilizza né diagnostica la Sindrome da Alienazione Genitoriale (PAS), che non è riconosciuta come categoria diagnostica nei principali manuali internazionali (DSM-5-TR, ICD-11).
Il programma non si basa su etichette diagnostiche non riconosciute, ma su rigorose valutazioni cliniche e relazionali.
La differenza è sostanziale.
La PAS è una proposta teorica storica che descriveva il fenomeno come una sindrome, ma non è una diagnosi riconosciuta.
L'alienazione genitoriale o il rifiuto genitoriale ingiustificato non è una diagnosi, ma un fenomeno relazionale e comportamentale osservabile studiato nella letteratura scientifica internazionale.
Family Bridges affronta il fenomeno relazionale, non la sindrome di alienazione genitoriale.
Sì.
Il rifiuto genitoriale ingiustificato e i comportamenti che lo promuovono sono ampiamente documentati dalla ricerca scientifica internazionale e descritti attraverso categorie cliniche e relazionali riconosciute.
Sì.
Quando ci sono prove attendibili di abuso, maltrattamento, violenza o trascuratezza, il rifiuto del bambino/adolescente è protettivo e giustificato.
In tali situazioni, Family Bridges non interviene.
No.
Family Bridges è un intervento educativo e esperienziale intensivo che opera in coordinamento con il sistema giudiziario e con eventuali percorsi clinici, ma non sostituisce la CTU o la psicoterapia.
Sì.
L'accesso al workshop e a qualsiasi misura di protezione richiede l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria, in conformità con l'interesse superiore del minore.